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La cucina in muratura è molto spesso uno degli obiettivi per chi sta realizzando una nuova abitazione. Le ragioni che spingono alla realizzazione di una cucina in muratura sono essenzialmente tre: perché piace, perché costa meno e perché dura di più. Mentre è pienamente legittima la prima ragione, non sono vere le altre due ed è quindi il caso di fare chiarezza sull’argomento. Innanzi tutto bisogna considerare che quando si realizza una cucina in muratura si perde inevitabilmente spazio a causa della presenza dei muretti e quindi in genere è sconsigliabile realizzare una cucina in muratura in ambienti piccoli. Analogamente si perde spazio nei pensili perché, se li si vuole allineare con le basi, devono essere intramezzati da mensole e quindi si perde volume utile. Non esiste un metodo unico per realizzare una cucina in muratura ed ognuno ci mette del suo ottenendo una cucina molto personalizzata ma spesso gravata da difetti. Esaminiamo i principali metodi:

Cucina in muratura industriale. Non è una vera e propria cucina in muratura ma è quella che da meno problemi. Il metodo consiste nel selezionare dei normalissimi elementi di cucina componibile distanziandoli con dei paletti di agglomerato di legno rivestito di piastrelle e montando sopra un piano lavoro prepiastrellato. Esistono anche elementi speciali per contenere il frigo a colonna o il forno ecc. esistono anche versioni dove si sfrutta lo spazio dei muretti che sono cavi ed apribili. Questo metodo risolve le aspettative estetiche, si ha così un cucina facilmente smontabile e riparabile e non si ha bisogno di una grossa progettazione. In genere questo tipo di cucina non ha problemi funzionali e di durata. Si può anche realizzare una cucina di questo tipo comprando gli elementi di cucina componibile ed intramezzandoli con dei paletti e un piano lavoro realizzati artigianalmente.

Cucina in vera muratura. Questo tipo di cucina deve essere molto ben studiata e progettata prima di essere realizzata perché sbagliare è facilissimo e quasi sempre viene realizzata con leggerezza, si tende a far da se affidandosi alla propria fantasia o a quella di un muratore che si professa esperto e spesso si va incontro a gravi problemi. Innanzitutto MAI costruire i muretti prima di aver pavimentato, se non si pavimenta prima si avranno problemi nel caso di eliminazione della cucina che avrà una vita sicuramente più corta di quella della casa. MAI realizzare i muretti prima di aver fatto realizzare da un esperto un progetto dettagliato al millimetro. Nello studio di una cucina si deve attentamente ragionare sulle funzioni che deve svolgere, sugli spazi di manovra e sugli elettrodomestici da inserire. Fatto questo si devono rispettare le misure ergonomiche: altezza del piano lavoro, profondità, rientranza dello zoccolo ecc. Infine la cosa più difficile è studiare il rivestimento facendo coincidere le fughe ecc.Tutto questo bisogna farlo prima di dare il via ai lavori e sarebbe consigliabile anche farsi fare un esatto preventivo della posa, della parte in legno e degli elettrodomestici, ciò ci metterà al riparo da sorprese, scopriremo infatti che una cucina in muratura costa molto di più di una cucina componibile ed in genere a causa di errori in fase di progettazione e realizzazione, finisce per durare meno. Pur essendo assolutamente sconsigliabile fare da se, molto spesso la cucina in muratura diventa una sorta di sfogo della propria creatività ed in questi casi è utile almeno saper alcune cose.

Altezza del piano lavoro e dei pensili: l’altezza del piano lavoro non deve essere casuale, un piano basso costringe a piegarsi durante l’uso ed a conseguenti mal di schiena, una altezza eccessiva fa salire in alto i pensili che diventano non facilmente raggiungibili. Un'altezza corretta si aggira da 88 a 94 cm in funzione della altezza della persona che deve utilizzare la cucina. La distanza tra piano lavoro e pensili non deve essere inferiore a 54 cm nel caso di cucina profonda da 60 a 65 cm (altrimenti non si ha una buona visibilità del piano lavoro), tale distanza può essere inferiore in caso la cucina sia più profonda di 60 cm. La distanza tra piano lavoro e cappa non deve essere inferiore a 67 cm per evitare incendio dei filtri ed una distanza eccessiva riduce la portata della cappa.

Rientranza zoccolo: un errore ricorrente è realizzare la zoccolatura a filo con i muretti, in questi casi la persona che deve utilizzare la cucina, non potendo inserire le punte dei piedi sotto la cucina e quindi non potendo sfiorare col corpo il piano lavoro e scaricare di conseguenza la tensione sulla spina dorsale, va incontro a sicuro mal di schiena ricorrente che in genere non sa attribuire alla errata progettazione della cucina. È quindi indispensabile che la zoccolatura rientri tra un muretto e l’altro di circa 7 cm rispetto alle ante.

Profondità del piano lavoro: la profondità minima del piano lavoro è 60 cm. In presenza di elettrodomestici, spesso si tende a fare il piano lavoro profondo circa 70 cm poiché si tende a realizzarlo in gettata di cemento e quindi si deve lasciare almeno 10 cm davanti e dietro al foro per lavello o piano cottura. Si può anche fare il piano lavoro con una lastra di marmo economico da utilizzare come struttura da rivestire.

Distanze tra i muretti: nello stabilire la distanza tra i muretti bisogna tenere d’occhio le dimensioni delle piastrelle o altro rivestimento e delle fughe per non avere antiestetici tagli. Particolare attenzione si deve avere per i muretti che chiudono un elettrodomestico, sbagliare anche di un millimetro in meno significa non riuscire ad inserire l’elettrodomestico, lasciare uno spazio più largo porterà a dover applicare antiestetici profili in legno che tendono a cadere, le pareti devono essere poi perfettamente parallele ed ortogonali, una minima divergenza non permette all’elettrodomestico di entrare. Si può ovviare a questo problema lasciando non rivestito il vano dove deve essere inserito l’elettrodomestico o rivestirlo un poco più largo. Analogo problema si ha per l’inserimento di una cassettiera le cui guide non scorreranno se le pareti non sono perfettamente parallele ed ortogonali oltre ad essere quasi impossibile fissare direttamente alla muratura le guide senza avere problemi. È indispensabile in questi casi farsi realizzare la cassa in legno insieme ai cassetti ed inserire il tutto come se fosse un elettrodomestico.

Fissaggio delle ante: le cerniere delle ante NON possono essere fissate direttamente alla muratura. Le viti con i fischer vengono facilmente scardinati dalla forza delle molle delle cerniere con l’uso. È necessario quindi fissare un anello in legno alla muratura e fissare poi le ante a questo anello. Questo metodo comporta però l’esistenza di un traverso sul piano di base che ostacola la pulizia del vano. Si può ovviare inserendo nel vano un cassone con le ante.

Rivestimento: per il rivestimento spesso vengono utilizzate le piastrelle, in questo caso bisogna fare molta attenzione alla progettazione della cucina per non avere tagli, bisogna inoltre scegliere piastrelle di qualità per evitare che si sbecchino facilmente con l’uso. Altro rivestimento usato è il sasso botticino, (tozzetti di marmo tagliati della dimensione voluta ed antichizzati facendoli girare per ore in una impastatrice) in questo caso non ci sono problemi con le sbeccature ma deve essere trattato con impregnanti per evitare che assorba lo sporco e i batteri. Vengono utilizzati per rivestimento i più svariati materiali, per ognuno bisogna tenere ben presenti le caratteristiche fisiche del materiale, la manutenzione che necessita, l’effetto estetico e l’usura a cui va incontro con l’uso della cucina.

Cucine con struttura non realizzata con mattoni: la grande quantità di problemi che si incontrano durante la realizzazione di una cucina in muratura ha indotto taluni a trovare delle soluzioni e dei materiali che semplifichino i problemi e diano un risultato più affidabile. Si tratta per lo più di soluzioni che consistono nell’assemblare pannelli di materiali strutturali a lastre finite o da rivestire e resistenti all’acqua. Il risultato finale è molto variabile e seconda della bontà della soluzione trovata e della perizia di chi la progetta e la realizza, non è consigliabile in questi casi copiare l’idea ma giudicare se la soluzione è valida ed affidarsi.