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Origini storiche:

La tecnica era conosciuta fin dai Fenici ma fu perfezionata dai Romani (opus signinum) che utilizzavano il cocciopesto come impermeabilizzante (rivestimento di fondo e pareti di vasche in muratura o di cisterne), oppure come materiale di pavimentazione, in cui la malta faceva da matrice a tessere di mosaico disposte in vario modo o a frammenti di marmi bianchi o colorati, e comunque era usata anche per fare intonaci.

Caratteristiche:

Il cocciopesto è composto da frammenti di tegole o mattoni minutamente frantumati e malta fine a base di calce aerea. Si posa in diversi strati, caratterizzati da diverse granulometrie, che vengono battuti e bagnati diverse volte. Dalla mescola di calce e sabbia, ottenuta dalla frantumazione dei vecchi mattoni e tegole, si ottiene una malta molto porosa e duttile, che acquista, grazie al connubio fra le due materie, quelle caratteristiche di presa idraulica ben conosciute dagli architetti del passato. La sua composizione naturale lo rende un materiale biologico che può essere utilizzato in qualsiasi ambiente sia interno che esterno, è versatile, comodo e per certi aspetti economico e permette il riutilizzo di materiali inutilizzati. E’ un materiale perfetto per pavimentazioni, unito con materiali come vetro, coccio e marmo si può realizzare un motivo molto decorativo e di grande effetto estetico. Sopporta spessori importanti senza danneggiarsi, è caldo (essendo composto da materiali a base di terracotta), è leggero, traspirante, inodore, non emette sostanze nocive.

Coloritura:

Ha una colorazione naturale sul rosato, dovuto agli aggregati di terracotta e al bianco della calce. Può essere colorato in pasta con velature di colore, sempre nella gamma dei rossi.

Utilizzo Antichità:

Era utilizzato come componente per pavimentazione in ambienti, anche umidi, come fondo per mosaici e decorazioni. Nell'epoca rinascimentale si usava come sottofondo per il pavimento detto "terrazzo veneziano". Il cocciopesto era apprezzato per l'ottimo aspetto estetico che ricorda la bellezza del mobile antico lucidato a cera, ma aveva una bassa durezza della superficiale a causa delle scadenti caratteristiche meccaniche del cotto, necessitava quindi di frequenti manutenzioni per conservare la bellezza e la durabilità nel tempo. In particolare era necessario eseguire periodiche impregnazioni con l'olio di lino e cere naturali, che essiccando davano durezza e plasticità alla superficie, facilitavano le operazioni di pulizia e aumentavano la durata.

Utilizzo attuale:

Attualmente è prodotto industrialmente un granulato ottenuto dalla frantumazione di tegoli o mattoni selezionato in varie granulometrie. Il materiale, legato con calce aerea o calce idraulica naturale e con sabbia, incontra sempre maggiore diffusione per le sue caratteristiche tecniche che lo rendono particolarmente adatto non solo al recupero del patrimonio edilizio storico, ma anche all'edilizia biocompatibile. Impiegando resine epossidiche, come legante per l'impasto con la polvere e la graniglia di cotto, è possibile realizzare pavimentazioni in cocciopesto di grande effetto estetico, paragonabile all'originale, con caratteristiche meccaniche e di durata molto interessanti e con interventi di manutenzione saltuari e poco impegnativi. Il pavimento in cocciopesto con legante epossidico ha uno spessore di pochi millimetri, può essere posato su sottofondo cementizio nuovo o su vecchie pavimentazioni, opportunamente preparate. Sfruttando la forte coesione delle resine epossidriche, la superficie del Cocciopesto raggiunge valori d'impermeabilità, di resistenze meccaniche paragonabili a quelle del terrazzo in marmo. Si possono ottenere sfumature superficiali di eccezionale effetto estetico, miscelando polveri di cocciopesto con polveri e granaglie fini di marmi, quali bianco Verona, grigio bardiglio, Breccie ed Arabeschi di vari colori. Il Cocciopesto, per la natura stessa dei suoi materiali non può avere una finitura lucida come il marmo, ma richiede un primo trattamento di impregnazioni con olio di lino, che deve essere eseguito dopo qualche giorno. Un secondo e terzo trattamento di impregnazioni con olio sono consigliati a distanza di alcuni mesi, per ottenere una superficie non assorbente e quindi più facilmente pulibile negli anni. 

 Manutenzione:

La manutenzione del cocciopesto è molto semplice ed economica, essa consiste infatti solo nella rilevigatura della superficie che generalmente viene fatta da una ditta specializzata. La pulizia delle superfici realizzate con questo materiale deve essere affidata a prodotti specifici come olio paglierino e di lino cotto o crudo. Questi oli, sostituiti a volte da cera in pasta, sono utilizzati nelle lucidature delle pavimentazioni realizzate in cocciopesto.




pavimento in cocciopesto

cocciopesto alla veneziana

cocciopesto alla veneziana

continuitą con cocciopesto

cornici in cocciopesto

decoro in cocciopesto

intonaco in cocciopesto

lavello in cocciopesto

piano lavoro in cocciopesto